Dopo la terribile falla di sicurezza riscontrata nei primi giorni di uscita dell’Ipad, ecco una nuova tegola per la casa della mela.
Secondo Secunia (famosa casa internazionale Danese che si occupa di sicurezza software e rating di essa a livello mondiale) nei primi sei mesi del 2010, la Apple avrebbe riscontrato più falle di sicurezza di ogni altra azienda, stando a quanto ricostruisce Secunia, la maggior parte dei bugs risiede negli applicativi allegati di default alla piattaforma Mac OS X, quindi i problemi di sicurezza non sarebbero nel sistema operativo vero e proprio, che la Apple dice di aggiornare di continuo attraverso gli “aggiornamenti automatici” di esso, ma sulle applicazioni integrate in esso (iTunes, QuickTime e Safari)
A questo punto la domanda che uno si pone, (o che almeno ci poniamo noi) è: perchè installare applicativi di default su un sistema stabile e sicuro, e farlo diventare con essi il sistema più attaccabile? Non sarebbe meglio prima sviluppare bene il sistema per tappare quelle falle e far lavorare gli sviluppatori sugli applicativi e poi inserirli di default? Oppure ancor meglio non installarli proprio e far scegliere all’utente finale quali applicativi volere rendendolo consapevole dei rischi?
Penso che questa domanda rimarra insoluta…
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I primi possessori di Ipad 3G si saranno trovati ad affrontare questa questione
Infatti il Tablet di casa Apple non è provvisto di alloggiamenti per Sim di telefonia mobile e neanche di Usim che fecero all’epoca la felicità del gestore italiano “3″ con cui si limitava l’uso degli apparati “proprietari”, ma bensi è provvisto di un alloggiamento per un nuovo tipo di schedina, la Microsim

Come potete vedere nell’immagine sovrastante, la scheda di sinistra (di colore azzurro) è una MicroSim nativa per IPad, mentre quella a destra (di colore arancione) è una normale sim di gestore telefonico modificata fisicamente per essere contenuta nell’alloggiamento dell’IPad, come potete vedere basta tagliare con un taglierino la parte di plastica in eccedenza (facendo ovviamente attenzione ai contatti della sim stessa ) seguendo la sagoma presente nell’alloggiamento dell’IPad (le dimensioni sono più o meno 12mm *15mm) e poi smussare leggermente i lati con della carta vetrata molto sottile e vi ritroverete una sim di dimensioni adatte all’alloggiamento IPad
Per navigare vi basterà sottoscrivere un qualunque contratto di traffico internet con un qualunque gestore di telefonia mobile, per capirci quelli che vengono sottoscritti per la navigazione con internet key, non ci sono limitazioni ne blocchi, è semplicemente una questione di dimensioni fisiche
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Stanno uscendo in questi giorni le prime periferiche Bluetooth 3.0 e già si parla di questa nuova frontiera il Bluetooth versione 4.0
Ma andiamo a vedere in dettaglio cosa avrà di innovativo questa nuova tecnologia…
Innanzi tutto cosa importantissima, viste le piattaforme su cui verrà implementata e con cui dovrà dialogare (smatphone,palmari, tablet, ecc) sarà equipaggiata con un Low Energy mode che permetterà appunto a questi supporti di avere autonomie molto maggiori agli attuali 2.0 e addirittura 3.0, altra novità risiede nel fatto che la modalità Low Energy opera nella banda dei 2,4GHz e fa uso di un ricetrasmettitore Adaptive Frequency Hopping, che fornisce una maggior resistenza alle interferenze elettromagnetiche evitando di utilizzare i canali più soggetti ad interferenze.
Queste due accortezze nello sviluppo, unite al fatto che i dati verranno trasmessi pacchettizzati in dimensioni molto inferiori agli attuali standard ma inviati a velocità maggiori (si parla di 1Mbit/s), farà si che la portata del nuovo Bluetooth 4.0 sarà molto maggiore degli attuali 10 metri circa, ma potrà estendersi fino ad un raggio di 60 metri! Cosa impensabile con le specifiche attuali
L’uscita di questi nuovo standard è prevista nel corso del 2011 almeno questo è ciò che afferma il Bluetooth Special Interest Group che asserisce anche che le periferiche basate unicamente su Bluetooth 4.0 ed usate unicamente con esso, potranno arrivare ad autonomie anche di oltre un anno, affermazione che dovrà essere decisamente confutata all’uscita del supporto
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